Dietro ogni bottiglia c'è una storia
Abbiamo incontrato Marco, mastro distillatore con oltre vent'anni di esperienza nelle colline del Friuli, per scoprire cosa si nasconde dietro una bottiglia di distillato d'eccellenza. Una conversazione aperta, appassionata e ricca di rivelazioni.
Come sei diventato mastro distillatore?
"Tutto è iniziato con mio nonno, che distillava grappa in modo artigianale. Da bambino restavo affascinato dal vapore che usciva dall'alambicco e da quell'odore inconfondibile di frutta fermentata. Ho studiato chimica, poi enologia, ma il richiamo della distillazione era più forte di tutto. Ho fatto stage in Scozia, in Cognac, in Giappone. Ogni luogo mi ha insegnato qualcosa di diverso."
Qual è il segreto di un grande distillato?
"La materia prima, senza dubbio. Non puoi fare un grande distillato con ingredienti mediocri. Ma poi c'è il tempo: la pazienza di aspettare che il distillato si trasformi in qualcosa di straordinario. E c'è l'intuizione — sapere quando è il momento giusto per imbottigliare. Quella non si impara sui libri."
Come è cambiato il mondo del fine drinking negli ultimi anni?
"C'è stata una vera rivoluzione culturale. I consumatori sono diventati molto più curiosi e preparati. Vogliono sapere da dove viene ciò che bevono, chi lo ha prodotto, come. Questo ha spinto molti produttori — me compreso — a raccontare di più la propria storia. Il fine drinking oggi non è solo una questione di gusto, è un'esperienza culturale."
Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi ai grandi distillati?
"Di iniziare con curiosità e senza pregiudizi. Non esiste un distillato 'giusto' o 'sbagliato'. Assaggiate, confrontate, chiedete. Andate a visitare le distillerie, parlate con chi produce. E soprattutto: bevete lentamente. Un grande distillato non si beve, si ascolta."
Qual è il tuo distillato del cuore?
"La mia grappa di Picolit invecchiata 12 anni. È il distillato che mi ha insegnato più di tutti. Ogni anno è diversa, ogni annata racconta il clima, la terra, le mani che hanno lavorato l'uva. È come leggere un diario."
Un ultimo pensiero per i nostri lettori?
"Che il piacere del bere bene è anche il piacere di condividerlo. Un grande distillato aperto da soli è buono, ma condiviso con le persone giuste diventa indimenticabile."
